OPEN SUL TETTO D’EUROPA. CONSIDERAZIONI DEL CAPITANO

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di Camillo Garbin

Finalmente Oro! Quando 10 anni fa nacque l’attuale AITLD, la nostra squadra, e non poteva essere diversamente, era molto meno professionale e organizzata di adesso. I tiratori che partecipavano all’individuale si ritrovavano alla domenica per quella che era la gara finale, e dove normalmente venivano selezionati in base ai risultati ottenuti in classifica generale. Cosi è stato con capitan Cassin e poi è continuato con lo scrivente fino al 2017, quando sono cambiati i criteri di selezione, essendo stato costituito un gruppo di tiratori di interesse nazionale sul quale abbiamo cominciato a lavorare. Questo è divenuto lo zoccolo duro della Open:il gruppo su cui si può sempre contare, fatto di ottimi tiratori, che rispettano le gerarchie, sempre onorati di svolgere la mansione anche più umile nella squadra. Ne fa parte anche una donna, Claudia Boni, chiamata a ricoprire ruoli per noi divenuti preziosi. Non un team chiuso in sé, ma pronto ad accogliere i nuovi aiutandoli nell’inserimento.

L’italia della open visibilmente soddisfatta

Da quest’anno abbiamo apportato modifiche tecniche significative che hanno dato subito dei risultati positivi: individuato una disposizione definitiva a terra, uniformato i comandi verbali e soprattutto cambiato il modo di dare le compensazioni. Dopo un illuminante corso federale a Roma con un maestro inglese, si è provato un modo per noi inedito di condurre abolendo hold-off e le compensazioni comunicati al tiratore. Questi si concentra a mirare in mezzo, il coatch seduto vicino effettua direttamente le compensazioni sulle torrette in base all’andamento del vento. Avuto conforto dai test eseguiti nel raduno di Coazze e nei minor team di giovedi a Bisley, fatti convinti della nuova tecnica ,che se è più facile per l’uomo a terra crea maggiori difficoltà al coatch che deve tradurre le modifiche delle condizioni ambientali in clicks da dare alle torrette, si è deciso di applicarla in gara. Dati i risultati ottenuti sembra che i nostri tecnici abbiano appreso in fretta.
Con l’idea di trovarci pronti per il mondiale sudafricano del 2021 quest’anno si è inoltre provveduto a testare altri wind masters da affiancare agli storici Squaratti e Quaglino. Pertanto nel match di Domenica mattina la squadra “Italia A” da 8, con quattro tiratori provvisti di carabine in 7 mm con identico peso e velocità di palla, è stata affidata a Gianfranco Zanoni (wind coatch), alla sua prima esperienza nel ruolo, che ha guidato i tiratori Giuggia, Salvador, Squaratti e se stesso come quarto tiratore, Salomon (SK) e Bulla (CSK).

Zona di operazioni

La squadra “Italia B” con Tony Quaglino, wind coatch esperto e fresco di podio nell’individuale, che ha guidato i tiratori Belli, Boni, Mayer e Pontiggia, Franzoni(SK), Claudia Boni (CSK) tutti gli shooters dotati di carabine identiche, nel calibro 300 wsm e nel peso di palla e relativa velocità (evidente l’intenzione di agevolare la conduzione di gara uniformando calibri e cartucce). Le due squadre che nel mondiale sudafricano lavoreranno in unico team a 16 uomini hanno funzionato con sicurezza e con fluidità, ciascun componente portando a termine il compito assegnato. Bravissimi i coatch, perfetti i tiratori, inappuntabili le restanti figure.

Massimo impegno

I risultati sono stati ottimi con la squadra A sul gradino più alto del podio con 9 punti di distacco sul team tedesco e 11 sui padroni di casa.
Dopo un argento ed un bronzo, l’Italia è sulla vetta d’Europa.
A tutti loro vanno i miei complimenti e ringraziamenti più sinceri per lo storico risultato.
Un riconoscimento speciale a Gianluca Mayer e Ambrogio Pontiggia per la loro collaborazione. Senza di loro la squadra non sarebbe la stessa.