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Cosi come nelle corse automobilistiche, anche nel Tiro a Lunga Distanza, la velocità è un elemento fondamentale. Una palla veloce, è soggetta per meno tempo alle variabili atmosferiche e quindi ne subisce meno l’influenza.

Non deve stupire, quindi, il fatto che i tiratori di TLD cerchino il modo di ottenere velocità sempre più elevate anche a scapito di una minore precisione assoluta della propria munizione.

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L’attrezzatura usata durante il test

Essenziale nella fase di studio della propria munizione è lo strumento del cronografo, di cui i tiratori di TLD fanno abbondante uso per verificare la velocità di uscita del proprio munizionamento.

Fino a pochi anni fa, tutti i cronografi erano del tipo ottico e si componevano di due sensori ottici che rilevano il passaggio della palla ed essendo sistemati ad una distanza nota e fissa permettevano di calcolare la velocità della palla.

Il sistema funzionava e funziona ancora oggi molto bene ma presenta tre grossi svantaggi.

Il primo che dovendo essere sistemato davanti alla volata dell’arma a distanze variabili, in genere, dai tre a cinque metri, può essere colpito per errore dal tiratore, specie se non è abituato ad usare questo genere di strumentazione. E sebbene possa apparire incredibile, la “morte violenta” a causa di un colpo è in effetti la principale causa di guasti per i cronografi.

Il secondo svantaggio consiste nel fatto che la possibilità e la precisione della lettura sono influenzati dalla quantità e qualità della luce. Svantaggio che si può rimediare , almeno in parte, con l’uso di cronografi a raggi infrarossi o con l’aggiunta di dispositivi di illuminazione dedicati.

Terzo ed ultimo svantaggio è il dover richiedere la sospensione dei tiri mentre si installa e si aggiusta la barriera ottica del cronografo.

Non in tutti i poligoni di tiro è possibile o gradito sospendere i tiri per consentire l’installazione e posteriormente la rimozione della barriera ottica con il risultato che cronografare la proprie cartucce diventa una operazione tutt’altro che facile da realizzare.

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Unita elettroniche dei due cronografi

Fortunatamente il progresso della tecnologia ed l’ingegno umano hanno elaborato una efficace soluzione a molti dei problemi sopra accennati.

La Magneto Speed LLC, società americana con base a Austin nello stato del Texas, ha introdotto da qualche hanno un cronografo, oggi giunto alla sua 3° edizione, che possiamo definire senz’altro rivoluzionario.

Se fino ad oggi tutti i cronografi in commercio facevano uso di barriere di tipo ottico o a infrarossi, il Magneto Speed utilizza la variazione magnetica provocato dal passaggio della palla, per misurare la velocità di uscita alla volata.

Il sistema si compone di un sensore in materiale plastico, a forma di baionetta, che proprio come una baionetta va posizionato alla estremità della canna tramite un aggancia costituito da un tirante in nylon che dispone di un dispositivo di blocco.

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Sensore a “baionetta” del Magneto Speed

Il sistema di compone del sensore a baionetta con il relativo dispositivo di attacco alla canna, della unita elettronica con relativo display, di due tipi diversi di cavo di collegamento, di 4 adattatori in materiale plastico per consentire il giusto posizionamento del sensore, di un schermo termico per proteggere la fettuccia di nastro dal calore della canna e da una dima per il corretta montaggio del sensore.

Il sensore a baionetta è stato progettato con una forma che ne consente l’uso anche su armi con freni di bocca con una lunghezza massima raccomandata di 3 pollici (76,2 millimetri). Costruito interamente in materiale plastico, salvo una protezione in metallo nel punto maggiormente esposto alla vampa dello sparo, contiene al suo interno i rilevatore magnetici per la misurazione della velocità.

Il posizionamento del sensore è molto importante per una misurazione corretta dei dati velocitari ed a questo fine viene fornita una dima che permette di verificare che il sensore sia posizionato cosi come previsto dal progettista.

L’operazione non è complessa, ma alla prima installazione, richiede di trovare, con l’aiuto della dima, la giusta combinazione degli spessori che consentano al sensore di trovarsi nella giusta posizione. I successivi montaggi e smontaggi sono questione di pochi secondi.

Una volta sistemato e fissato correttamente il sensore a baionetta non resta che attaccare il cavo sia al sensore che alla unità elettronica che si accende automaticamente quando rileva l’inserimento del plug del cavo. Lo spegnimento della unità elettronica è analogamente provocato dalla estrazione del plug del cavo di collegamento.

Il contenitore plastico della unità elettronica è sagomato in modo che una volta appoggiato, il display sia collocato con un angolo che ne faciliti la lettura mentre si spara.

Terminata la fase di “studio” del sistema, ho deciso di mettere alla prova il Magneto Speed V3 confrontandolo con il PVM-21, cronografo prodotto dalla tedesca Kurzzeit e la cui riconosciuta ottima qualità ne fa sicuramente un benchmark estremamente valido.

Per ridurre al minimo le variabili decido di usare una carabina CZ 452 Varmint in calibro 22 LR al fine di consentire di sistemare i cronografi in serie tra di loro con il PVM-21 estremamente vicino alla volata della carabina e quindi al sensore magnetico del Magneto Speed.

L’obbiettivo era quello di rendere insignificante lo scarto della lettura dovuto alla perdita di velocità che la palla potrebbe incontrare qualora la barriera ottica del PVM-21 fosse stata piazzata ai canonici tre metri di distanza per evitare di essere “abbagliata” dalla vampa dello sparo di una carabina di grosso calibro.

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Posizionamento dei sensori

In poligono provvedo a sistemare prima il PVM-21 e poi successivamente il Magneto Speed.

Subito mi rendo conto di come la preparazione del PVM-21 sia decisamente più complessa richiedendo ripetute regolazioni dell’altezza e della inclinazione della barriera ottica prima di trovare la giusta combinazione. Anche essendo pratici di questo sistema e del poligono in cui si spara, si tratta di una operazione che richiede del tempo e se non si ha la fortuna di avere un amico che ci aiuta, non è detto che si riesca a sistemare il tutto con una unica interruzione dei tiri.

Il Magneto Speed V3 sotto questo aspetto è vincitore assoluto.

Nessuna interruzione dei tiri ed in 2/3 minuti il sistema è operativo. La differenza è notevole e tale da rendere il Magneto Speed uno strumento davvero versatile ed utile nello studio della proprio ricarica. Quanto volte abbiamo evitato di cronografare per non dover affrontare il fastidio di portare con se tutta l’attrezzatura di un cronografo tradizionale e doverlo poi montare/smontare ??

Questi problemi con il Magneto Speed V3 non si presentano. Il cronografo e tutti i suoi accessori sono contenuti in una comoda valigetta d plastica. Un grosso vantaggio per me visto la notevole quantità di attrezzatura che mi trovo a trasportare ogni volta che decido di tirare di carabina.

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Il Magneto Speed V3 nella sua valigetta

Per confronto il PVM-21 risulta assai più ingombrante, visto che si deve trasportare oltre alla unita elettronica, la batteria di alimentazione, i cavi, il telecomando, la barriera ottica ed il treppiede.

Per renderne più agevole il trasporto e per proteggerli da urti ed acqua ho acquistato una valigetta in cui ho sistemato l’unità elettronica e gli altri accessori del PVM 21 ma ovviamente il treppiede a la barriera elettronica vanno trasporti a parte non senza qualche difficoltà visto l’ingombro e la necessità di non danneggiare i sensori infrarossi della barriera.

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PVM-21 ed accessori

Visto che l’obbiettivo del test è unicamente quello di verificare la precisione del Magneto Speed, decido di “liberarmi” di alcune cartucce che avevo in casa entrambe prodotto dalla Lapua: una vecchia scatola di Lapua Pistol King d’annata ed una di SK Standard Plus.

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Munizionamento usato durante il test

Terminate le operazioni di preparazione di entrambi i cronografi, inizio i tiri di test utilizzando per prime le Sk Standard Plus.

Riempio il caricatore con 5 colpi e noto subito come mentre il PVM-21 legge senza problemi le velocità delle piccolo e leggere (40 grani) palle del 22 LR, il Magneto Speed ha qualche problema indicando sul display delle letture non coerenti tra i suo sensori.

Suppongo che lo scarto deve essere nell’ordine dei decimali in quanto il display (che non indica i decimali ma solo i metri) presenta velocità identiche tra i due sensori.

Quale che sia il problema, questo non impedisce al Magneto Speed di fornire letture assolutamente in linea con quelle del PVM-21.

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Il display del Magneto Speed evidenzia letture non coerenti

Il display della unità elettronica del Magneto Speed indica la velocità degli ultimi 4 colpi in f/s o m/s a scelta dell’utente oltre al colpo più lento, colpo più veloce, velocità media e SD.

Alla fine dei primi queste sono le velocità rilevate da entrambi i cronografi:

Magneto Speed V3                 PVM-21
329                                                    329.1
333                                                    332.1
328                                                    327.4
333                                                    331.8
332                                                   331.0

Soddisfatto del risultato ottenuto e rincuorato di avere spese bene i miei soldi passo a cronografare le Lapua Pistol King. A questo punto ero curioso sia di mettere ancora alla prova il Magneto Speed sia di verificare come una cartuccia 22 LR vecchia di una decina d’anni si sarebbe comportata.

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Lapua Pistol King d’annata

Riempio il caricatore con altri 5 colpi e questi sono i risultati:

Magneto Speed V3          PVM-21
315                                              314.4
315                                              314.6
313                                              312.4
315                                              314.8
305                                             304.0

Ancora una volta i due cronografi hanno avuto risultati assolutamente in linea tra di loro con differenze che non hanno mai superato il metro al secondo di velocità.

Differenze che ritengo possano, almeno in parte giustificarsi per gli arrotondamenti dell’unita elettronica del Magneto Speed il cui display non prevede la possibilità di indicare i decimali.

Quanto alle Lapua Pistol King, la prova ha dimostrato che anche queste ottime cartucce risentono del passare del tempo e soffrono di variazioni velocitarie provocate dal degradare della polvere, innesco e dalla ossidazione della palla.

I dati rilevati dal Magneto Speed possono essere memorizzati attraverso una funzione della unità elettronica su una scheda Micro SD (fornita dal fabbricante) in formato CSV.

La Micro SD, grazie ad un adattatore USB al formato SD (anche esso facente parte della dotazione) poi può essere scaricata ad un PC per esservi memorizzata ed elaborata con programmi tipo Excel.

In conclusione ritengo di poter affermare che il Magneto Speed V3 risulta essere un prodotto in grado di fornire indicazioni estremamente precise ed affidabili in aggiunta ad una grande semplicità e praticità d’uso.

Doti che ne fanno uno strumento assai utile e che ritengo vedremo con sempre maggiore frequenza nei nostri poligoni.

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