LEGGERE IL VENTO – PARTE 5

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Proseguiamo questa importante disanima di quelle parti che influenzano il Tiro a Lunga distanza, completando il 3^ Capitolo. In questa parte vengono trattati molti altri aspetti che dovono essere valutati e dei quali bisogna prendere nota durante gli allenamenti, sempre per poter migliorare le proprie capacità di interpretazione. Non spaventatevi, basta solo un buon allenamento.

Buona Lettura

Stefano Baldo

Il sistema Plot-o-Matic ( EZ-Graf )

Per velocizzare e semplificare tutte le operazioni di cui sopra, in Canada è stato realizzato uno strumento chiamato Plot-O-Matic.

Come mostrato in fig. 50-51-52 , si tratta della replica di un bersaglio, applicato sotto una tavoletta di plastica trasparente in plexiglass che scorre in senso verticale ed orizzontale in maniera libera, come un tecnigrafo ( forse qualcuno di voi ha avuto  modo di usarlo per il proprio lavoro ).

Sulla replica del bersaglio, sono riportate delle linee che suddividono in MOA il bersaglio ( come sui plotting sheet ).

Una volta sparato il primo colpo e segnato sulla tavoletta superiore in plexiglas il punto di impatto, si tratta di traslare nei due sensi la tavoletta, fino a portare il colpo segnato al centro della replica del  bersaglio. Nella parte inferiore della tavoletta si rilevano le regolazioni necessarie alla taratura dell’ottica per portare il punto di mira al centro del bersaglio.

Non proseguiamo oltre con la spiegazione di questo attrezzo e sistema di segnatura, in quanto dopo averlo acquistato in Canada, in occasione dei recenti Mondiali, studiato e provato, ci sono resi conto della lentezza del tutto e della quasi impossibilità di usarlo in gara. Vi consigliamo quindi di continuare ad usare ed apprendere bene l’utilizzo degli Plotting Sheet che tutti ormai conoscete.

Analizzare i plotting sheet

L’uso e la compilazione dei plotting sheet serve a permettere ad ogni tiratore di provare a traslare la rosta al centro del bersaglio.

Il primo sighter ed il secondo servono per iniziare a fare le prime regolazioni dell’ottica e solo l’analisi dal terzo colpo serve a valutare l’accuratezza nell’interpretazione delle condizioni esterne.

Come mostrato nella fig. 53, un raggruppamento che rimane all’interno di 1 ¼ di MOA di dispersione può considerarsi un buon risultato. La rimanente dispersione di ¾ di MOA indica il rischio si possano verificare “ scivolamenti “ del tiro verso l’esterno.

Se l’interpretazione del vento si assesta su un errore di ½ MOA, specialmente a lunga distanza, significa l’aver raggiunto un’ottima stima delle condizioni.

Mantenere la rosata in asse con il centro del bersaglio in altezza, vi permetterà di avere più spazio laterale per mantenere ancora al centro del 5 gli eventuali colpi laterali che potrebbero scovolare a destra o sinistra a causa di piccole variazioni di vento.

Se come rappresentato nella fig. 54, il vostro gruppo di colpi si ritrova in alto, potete notare come si riduce lo spazio laterale e quindi i probabili colpi che potrebbero uscire con maggior o mino deviazione verso destra o sinistra, uscirebbero della circonferenza di 2 MOA che rappresenta il 5.

Nella fig. 55 viene evidenziato un errore maggiore dato da un gruppo di colpi troppo alti e con deviazione a sinistra.

Vari sistemi di lettura del vento

Ci sono diversi modi di approcciare una gara e la lettura del vento. Lo scopo generale è quello di ridurre la complessità della procedura di “chiamata” (interpretazione della probabile variazione del punto di impatto in relazione alla velocità e direzione del vento), migliorando al tempo stesso le probabilità che la chiamata sia sufficientemente precisa da fornire il punteggio migliore possibile per le condizioni presenti.

Qualche volta si hanno degli approcci conservativi e cauti, in quanto rimanere all’interno della V-bull diventa rischioso e difficile, quindi si tende ad adattarsi alle condizioni presenti cercando perlomeno di rimanere all’interno del 5.

Se le condizioni non sono ottimali e costanti meglio evitare di inseguire per forza la V-bull, aspettando giornate migliori.

Scegliendo con attenzione il maggior numero possibile di elementi segnavento, se ne potrà disporre usando il migliore per ogni occasione: l’intera gara, l’intera giornata oppure un solo colpo. Lo scopo è determinare, tramite l’osservazione, quanti più elementi possano tornare utili ( bandiere , miraggio, vegetazione ecc. ).

Abbiamo diviso in tre categorie le fasi di scelta ed utilizzo dei segnavento:

– Preparazione prima della gara

– Pianificazione della gara

– Sparare colpo dopo colpo utilizzando una tattica.

Preparazione prima della gara

Prima dei match, spesso mesi e a volte anni, si inizia la preparazione, che consiste nel preparare al meglio la vostra arma, studiare accuratamente ed apprendere quanto espresso fino ad ora e raccogliere tutte le informazioni che vi saranno utili.

Sparare un colpo perfetto

Durante una gara non c’è niente che vi faccia capire se potrete sparare un colpo perfetto, uno degli autori dice che dopo 15 anni non ritiene di aver ancora imparato e capito tutto e tutt’ora sta affinando le sue abilità, continuando ad osservare ed apprendere.

Conoscere il proprio Sistema ( arma e colpo ) e la sua capacità di raggruppamento dei colpi

Conoscere la propria attrezzatura, avendola sistemata e studiata precedentemente, vi permetterà di capire se durante la vostra sessione di tiro, gli eventuali errori di raggruppamento sono imputabili alle condizioni esterne o alla poca accuratezza dei vostri mezzi.

Se sapete che il vostro abbinamento arma-colpo, vi può permettere di effettuare raggruppamenti sotto 1 MOA, sulla base di queste certezze, durante la gara dovrete prendere decisioni diverse da chi invece si attesta sotto i 2 MOA avere queste nozioni vi permetterà di agire con le giuste regolazioni durante lo svolgimento della gara. Se durante la gara vi capita di sparare un colpo sulla linea 5 ad ore 3, sapendo quali sono i limiti di precisione, come descritto sopra, della vostra attrezzatura, vi potete subito rendere conto se siete all’interno di questo limite o se dovete agire sull’ottica per centrare il vostro gruppo.

Ovviamente tutto quanto descritto, fa riferimento a condizioni esterne stabili per tutta l’esecuzione del vostro match.

Capire sulla lunga distanza l’effetto del Drift sulla palla

Come descritto in un capitolo precedente, la palla subisce una deviazione fisiologica laterale, data dalla rotazione giroscopica impressa ad essa dalle rigature della canna. Come abbiamo visto la palla subisce una deviazione verso destra ( nel caso di rigature in senso orario ) per tutta la lunghezza della traiettoria, che si attesta attorno ad 1 MOA a 1000 yard.

L’unico momento in cui si apprezza tale deviazione è nel caso in cui si ha un vento frontale o contrario, quando le bandiere sono calme ed il miraggio presenta il boiling in queste condizioni la tentazione sarebbe di sparare con deriva 0, ma inevitabilmente il vostro colpo cadrà a destra di circa 1 MOA, per il drift imposto dalla canna alla palla. Considerate sempre quindi, questa deviazione fisiologia, quando andrete a sparare in presenza di venti laterali, che se provenienti da destra porteranno ad aggiungere tale deviazione, se provenienti da sinistra, vi porteranno a detrarre la stessa.

Ispezionare il Range da lontano e sul posto

Molte volte capita di dover sparare su un campo in cui non ci si è mai stati, iniziate molto tempo prima a prendere informazioni anche tramite internet, ispezionandolo, guardando foto e video.

Se potete parlate con chi c’è già stato, cercate di capirne la topografia e l’orografia, se ci sono piante o altre barriere naturali, cercate informazione sui venti predominanti della zona, chiedete informazioni a chi gestisce il Range, personalmente o sul loro sito, nel caso fossero presenti.

Informativi sulle bandiere, sulla loro conformazione come peso e materiale, sull’altezza dei pali, chiedete se alcune sono dominanti e qualsiasi altra notizia vi possa tornare utile per raccogliere informazioni utili. Verificate inoltre le condizioni meteo, presenti di solito nel periodo in cui dovrete fare la vostra gara.

Una volta giunti sul posto, con anticipo, verificate tutte le condizioni presenti e cercate di confrontarle con quanto avevate segnato anticipatamente a casa.

Segnarsi le varie condizioni del vento, come riportato nella fig. 56, rilevandole al mattino, a mezzogiorno, nel pomeriggio e alla sera, vi darà un’idea dell’andamento giornaliero della direzione dei venti in quel periodo.

Alcune riflessioni su quali bandiere usare e sul miraggio

Abbiamo visto che conviene sempre visionare le bandiere più vicine a noi, a meno che queste non siano coperte da elementi naturali, obbligandoci a guardare le prime bandiere colpite dal vento.

In ogni caso, vi ricordiamo che con bandiere discordanti, si devono guardare le vicine e confrontarle con le più lontane. Spesso però è il miraggio che ci da i responsi migliori, specialmente nelle giornate soleggiate con venti non troppo tesi, dove le bandiere sono quasi sempre inattendibili.

Anche con il miraggio, bisogna guardare in più punti del Range e verificare dove vi sembra maggiormente visibile e reattivo. Molti usano leggerlo sopra il bersaglio, dove si trova il numero, molti sotto di esso, altri ancora osservando l’erba del Range prima dei bersagli. L’uso dello spotting laterale aiuta una volta puntato sul punto che secondo voi vi sarà di aiuto, anche se personalmente, mi risulta più veloce farlo attraverso l’ottica che uso per sparare, posta sulla carabina.

Con l’uso dello spotting, una volta messo a fuoco ad una distanza pari ad 1/3 di quella a cui state sparando, non bisogna poi mai continuare a regolare il fuoco, pena una non corretta visione del miraggio, l’importante e regolare il fuoco in modo da poter apprezzare ( l’animazione ) del miraggio.

Poi ognuno di voi affinerà la propria tecnica, usando le sole bandiere, il miraggio o entrambi.

Quindi riepiloghiamo le tecniche che dovremmo adottare e quindi da verificare.

– Se tutto lungo il Range le condizioni sono uniformi, qualsiasi punto di riferimento sarà accurato.

– Se le condizioni non sono uniformi, usate le bandiere vicine per fare le regolazioni di base e le più lontane per fare gli aggiustamenti del caso.

– Se il vento è leggero e state sparando all’interno del 5, usate il miraggio dovunque lo vediate meglio

– Se il vento diventa moderato e abbastanza costante in termini di direzione e varia in termini di velocità, usate entrambi; il miraggio per leggere i cambiamenti e le bandiere per definirne di quanto. Usate le bandiere più vicine alle linee di tiro, di fronte a voi.

– Se cambia sensibilmente di direzione mantenendo la stessa velocità, usate la bandiera più vicina che vi permette di leggere meglio queste variazioni.

– Se il vento diventa molto forte, guardate alle bandiere, magari alla vegetazione, ma non al miraggio.

Valutare le variazioni del vento nei confronti della V-Bull

Ricordando che la V-Bull ha una grandezza pari a 1/2 MOA a 1000 yard, riportiamo alcuni accorgimenti da adottare durante il tiro.

– Nel caso di venti leggeri dell’ordine di 1 MOA usate le regolazioni dell’ottica per raggruppare i vostri colpi al centro e quindi nella V-bull.

– Nel caso di venti di circa 2 MOA, continuate a mirare la centro facendo le ulteriori regolazioni, essendo però coscienti che qualche colpo potrebbe cadere a bordo linea del 5 se non appena fuori.

In questo caso, e parlo per l’esperienza avuta in Canada, e grazie agli insegnamenti e ai consigli che ci sono stati dati da tiratori ben più preparati di noi, è quella di sparare mirando non al centro, ma a bordo riga del 5 sul lato di contro vento, in modo da avere una tolleranza, in caso di improvvisi rafforzamenti di vento, che ci permettano di avere a disposizione tutti i 2 MOA del 5 , subendo al limite in caso di forte calo del vento un 4 vicino al nostro punto di mira.

Se avessimo continuato a mirare al centro, con molta probabilità i colpi di riga o esterni ( sul 4 ) sarebbero stati maggiori.

– Nel caso di venti molto forti, 4 – 5 MOA, le variazioni di solito sono molto visibili, in questi casi bisogna aver il coraggio di dare delle correzioni molto più importanti.

NOTA PERSONALE: – Come avrete avuto modo di capire, qui la tecnica dello sparo in compensazione ( cioè mirare in altri punti del bersaglio per colpire il centro dello stesso ) non viene neanche presa in considerazione, in pratica un buon tiratore agisce sempre sull’ottica per mantenere raggruppati i sui colpi al centro del bersaglio. Personalmente la mia massima espressione del tiro in Hold Off arriva al bordo esterno della linea che delimita il 5.

Valutare la prima e seconda condizione

Spesso durante una gara, il vento si presenta in maniera ciclica sul Range e quindi avremo una prima condizione con una determinata taratura in deriva e una seconda con un’altra maggiore. I tiratori più esperti riescono a gestire le due condizioni e a sparare bene in entrambe.

In pratica osservando le bandiere riescono a valutare di quanti MOA è la variazione tra la prima condizione e la seconda. Durante una gara in cui si spara la stringa completa e che quindi ci permette di sparare in velocità una serie di colpi, si valuta di sparare solo in una di queste due condizioni, altro discorso quando si spara alternati in cui visti i tempi più lunghi, ci potremmo trovare in presenza di entrambe le condizioni. Supponiamo che tale variazione si attesti su un valore di +/- 2 MOA, se procediamo mirando come descritto precedentemente sulla linea di bordo del 5 ( che di larghezza fa 2 MOA ) a destra o sinistra rispetto la direzione del vento, avremo maggiori possibilità di gestire il nostro raggruppamento. Nella fig. 57 a sinistra vengono rappresentati tre raggruppamenti ( i cerchi più piccoli ) all’interno del cerchio più grande che rappresenta il nostro 5, noterete che se la vostra mira si baserà sul centro della V-bull, quando passerete dalla prima condizione di vento alla seconda, i vostri colpi slitteranno a destra o sinistra, finendo al di fuori del 5. Nella parte destra invece, viene rappresentata la situazione in cui mirando al bordo del 5, come descritto precedentemente, all’arrivo delle variazioni di vento, il vostro raggruppamento di colpi, difficilmente uscirà dal 5. Durante la nostra prestazione cercheremo di capire quale delle 2 condizioni sarà prevalente in modo di poter sparare in una sola di queste. Nell’ esempio di fig. 58 viene raffigurato un diagramma che rapporta la deviazione in MOA del vento con la durata di una prestazione di tiro in minuti, Noterete che la condizione primaria dura circa 4 minuti mentre la secondaria non à be definita e continua a variare, tra il 14° ed il 18 ° minuto ci ritroviamo ancora in una fase molto simile alla primaria.

Molti tiratori usano sparare, durante venti molto incostanti, come visto nella fig, 58, quando si hanno i picchi massimi di vento, detti Bookend. Tale tecnica prevede una acuta osservazione delle situazione e sinceramente è alquanto rischiosa.

Bookending

Questa tecnica viene speso usata nel caso di venti che variano molto di velocità in tempi brevi, quindi con folate che vi mettono in seria difficoltà di valutazione. Si tratta di individuare le 2 condizioni più lontane cioè minima e massima. Questo vi da la sicurezza di identificare le condizioni peggiori e stimarne l’effetto che avrebbero sul vostro colpo. Potrete quindi concludere ( sempre in base al grafico di fig. 58 ) che tutte le altre condizioni cadranno all’interno di questi “ Bookend “ . Se pensate di essere al “ Bookend “ superiore, dovrete compensare sottraendo un valore in MOA pari a 2 per rientrare nella zona di tiro definita come Primaria e quindi rientrare con il colpo, mentre se ritenete di essere nella zona minima, quindi inferiore del “ Bookend “ dovrete aggiungere correzione in MOA, come sopra descritto.

Ad esempio, nella fig. 58 il Bookend, al di fuori della Condizione Secondaria, si trova a circa 3 MOA e ¾ a Sinistra e dura per più di 1 minuto nel tempo. Durante una gara, in cui bisogna sparare il colpo entro i 45 sec., vi potreste trovare a sparare appunto in questa situazione, dovrete quindi prestare attenzione perché se stavate sparando nella condizione secondaria con circa 2 MOA e ¼ dovrete aggiungere alla vostra regolazione circa 1 MOA in più.

Usare 4 punti come dati

Quindi una volta riconosciute le Condizioni Primarie e Secondarie, osservate bene alle condizioni definite “ Bookend “, questo vi permetterà di avere 4 punti di riferimento e queste informazioni con ogni probabilità vi permetteranno di rimanere all’interno della V-bull o del 5.

L’esempio di fig. 59, mostra un differenziale che va da 10 a 20 MOA ( un vento molto sostenuto e variabile ). In questo esempio potete identificare ogni singola condizione e le relative variazioni da dare all’ottica, questo è quello che in pratica, tramite degli schemi personali, ogni tiratore dovrebbe considerare e mettere in pratica.

– Notate che il massimo punto di “ Bookend “ è a 20 MOA.

– La Condizione Primaria si trova a 16 MOA.

– La Condizione Secondaria si trova a 12 MOA.

– Il “ Bookend “ più basso si trova a 10 MOA, quindi ora è possibile valutare con ragionevolezza, una fascia bassa di 11 MOA per coprire entrambi.

Pertanto, bisognerebbe utilizzare il valore di 16 MOA quando siamo nella Condizione Primaria, per passare a 20 MOA nel momento di vento più forte, passando poi a 11 MOA quando questo si spegne. Tutto quello di cui avete bisogno è il coraggio di cambiare la regolazione della vostra ottica finché la condizione di vento che state valutando è presente, cioè se siete partiti con una deriva di 16 MOA e al colpo successivo, la variazione di vento aumentasse fino a 20 MOA e se vi rimanesse per un tempo più lungo di quello consentito dal regolamento di gara per sparare il colpo successivo, dovrete appunto avere il coraggio di apportare le regolazioni del caso, agendo sulla torretta della vostra ottica.

Anche se molto raro, potreste avere a che fare con venti dalle variabili di deriva così elevate, quindi avendo in mente un piano migliora le vostre possibilità di prevedere le impostazioni da dare alla vostra ottica aumentando così anche il vostro coraggio nell’eseguire le correzioni e fare quindi grossi cambiamenti.

USARE IL SISTEMA “ SANDBOX “

Nella stima dell’effetto che il vento avrà sulla deflessione del proiettile mentre vola attraverso l’aria, un fattore significativo è il “valore” o l’angolo a cui si avvicina il vento il proiettile. È intuitivamente ovvio che un forte vento di traverso avrà un effetto molto maggiore di un vento di coda della stessa velocità. Ciò che è meno evidente è che l’effetto del vento trasversale si manifesta prima di quanto ci si potrebbe aspettare; infatti, quando il vento soffia dalle ore 11 o dalle ore 1, ha già acquisito metà della forza del vento trasversale. (Vedi Capitolo 1, “Nozioni di base sul vento.”).

Successivamente, sebbene sia spesso più facile notare un cambiamento di velocità, è spesso più importante riconoscere il cambiamento avvenuto in termini di valore e direzione.

Linda si è preparata un semplice diagramma che porta con lei, adattato ad ogni distanza.

Quando lei valuta le condizioni di “ Bookend “ maggiori e minori, durante la gara, le segnerà sul grafico per vedere quale saranno le variazioni probabili da dare , alle diverse variazioni di vento. Nell’esempio seguente, le condizioni sono con venti “moderati” o “freschi” (circa 15-25 kph o 10-15 kph ) per venti provenienti da ore 2 o 3.

Notate che con un vento Moderato, proveniente da ore 2 o 3, la variazione è inferiore alla grandezza della V-bull, si passa da 3 MOA a 3 1/2, lo stesso vale per un vento Fresco, dove la differenza va da 4 ½ a 5 MOA.

Tuttavia, quando il vento cambia di intensità, provenendo dalla stessa direzione, la differenza tra le impostazioni da dare all’ottica, tra “moderata” e “fresca” è quasi maggiore della V-bull (da 3 a 4 1/4 MOA quando il vento soffia dalle 2, da 3 1/2 a 5 MOA quando il vento soffia dalle 3).

Perciò Linda si concentrerà sulla velocità del vento come chiave determinante delle sue impostazioni dell’ottica (vedi Figura 60).

Nella Figura 61 mostriamo la stessa situazione, ma usando uno strumento più visivo. Abbiamo preparato un diagramma, in modo da poter apportare con una matita, le variazioni che andremo a trovare e verificare durante la gara.

Segniamo una X per evidenziare le condizioni che ci aspettiamo. In questo caso, ci aspettiamo venti “moderati” e “freschi” provenienti dalle ore dalle 2 e dalle 3. Possiamo facilmente vedere che una regolazione della vista di circa 3 1/2 si occuperà del vento “moderato” e un’impostazione di circa 5 1/4 soddisferà la condizione del vento “fresco”.

Tecniche e Tattiche

Usare la velocità del fuoco come tattica

Se pensavate che il sparare con una certa cadenza di fuoco fosse una tecnica solo per le partite tipo quelle in cui si spara una intera stringa di colpi in sequenza, ecco cosa ha detto il tiratore di Target Rifle Des Burke: “Anche il tempismo diventa una tattica importante. Dovreste imparare a sparare rapidamente. A volte paga ignorare le variazioni di condizioni esterne e concentrarsi sulla velocità di tiro.

Gli inglesi stanno ora addestrando tutti i tiratori della squadra a rilasciare il colpo entro cinque secondi dal comando “vai “, e molti di loro lo fanno entro due o tre secondi: è altrettanto importante per un singolo concorrente essere in grado di rilasciare un buon tiro veloce, anche quando si spara alternativamente, riuscire a rilasciare lo sparo velocemente migliora il ritmo (un fattore importante nella realizzazione di colpi perfetti) e vi permettono di stare al passo con il vento (un fattore importante nel prendere le stesse condizioni di vento). Più rapidi sarete, (sparando velocemente), migliori saranno le probabilità che voi possiate sparare molti colpi una condizione il più possibile uguale. Anche se dovete sparare in diverse condizioni, è più probabile che finite la vostra stringa mentre il modello generale che avete identificato è ancora presente.

Tattica del “ colpo dopo colpo “

In pratica si tratta di pensare ad una tattica da adottare, prima che inizi la vostra gara, cioè pensare già alla gestione della sequenza di tiro che andrete ad affrontare, riferita alle variazioni di circostanze che potreste trovare nel momento in cui dovrete sparare, senza farsi cogliere impreparati, mettendo quindi in preventivo che dovrete probabilmente delle correzioni che potranno richiedere un certo coraggio.

Guardare il vento fino all’ultimo secondo

Se vi riuscite, un grande vantaggio è guardare le condizioni delle bandiere o del miraggio mentre siete in mira sul bersaglio. Per facilitare questa condizione, molti tiratori usano affiancare lo spotting, osservandolo in contemporanea all’ottica dell’arma, con l’occhio libero dalla mira, altri con l’occhio libero danno sguardi veloci alle condizioni esterne senza l’uso dello spotting.

Dare un tempo tra un colpo e l’altro

Tramite l’osservazione delle condizioni del vento, che spesso è ciclico, cioè memorizzando il tempo che trascorre prima che le bandiere ritornino nella stessa condizione in cui avete sparato, sarete avvantaggiati e potrete dare una cadenza al tiro avendo molte probabilità di sparare nelle stesse condizioni. Se il vento cambia molto velocemente, dovrete essere altrettanto veloci per cercare di rimanere nelle stesse condizioni di tiro che avevate affrontato nel colpo precedete.

Ricordatevi di osservare nel tiro alternato, quanto accade al vostro avversario, molti tiratori, vedendo difformità tra il tiro precedente del vostro avversario e il suo successivo, valutano tale differenza dividendola a metà, questo per poter sparare il vostro prossimo colpo con una discreta sicurezza, ovviamente perché non conoscete quale valutazione o correzione può aver fatto il vostro avversario.

Se vi dovesse capitare durante la gara di sbagliare il bersaglio, per qualche errore di regolazione della vostra ottica, partite con la regolazione dell’ultimo vostro colpo che ha colpito il bersaglio, ovviamente dovrete per forza aver segnato sul vostro plotting sheet le regolazioni usate e il punto di impatto dell’ultimo tiro. Se vi trovata di fronte ad una grossa variazione, prendetevi il tempo necessario per poter attendere che le condizioni ritornino. Abbiamo visto che le bandiere hanno tempi di reazione più lenti di quelli del miraggio, quindi nel caso, osservate molto bene il suo movimento e le sue variazioni. Durante i cambi di vento, il miraggio passa da una direzione all’altra, passando come abbiamo già visto da una situazione chiamata Boiling, in cui il vento è praticamente fermo.

Di solito si attende che la variazione abbia termine, ma se il Boiling dovesse persistere per un tempo relativamente lungo, approfittatene per sparare velocemente, ne uscirà sicuramente una buona stringa. Ogni tiratore però deve decidere che tattica adottare, se attendere il ritorno del vento/miraggio alla condizione precedente, o sparare durante il Boiling.

Essere un tutt’uno con il vento

Molti ottimi tiratori dicono di sentire il vento su sé stessi. Questa è una buona tecnica che bisognerebbe acquisire, godere di quella sensazione e cercare di anticipare le variazioni. Memorizzate le sensazioni che provate durante le variazioni, il vento come detto precedentemente è spesso ciclico, in questo modo potrete con buona probabilità anticipare i suoi movimenti. State attenti ai venti che passano da un lato per poi diventare frontali o da dietro, questo è un preavviso del cambiamento di direzione che sta arrivando

Seguire l’ultimo colpo

Questa è un’altra tecnica da seguire, specialmente se state sparando una stringa in successione e che vi segna i colpi in buca è piuttosto veloce. Se invece state sparando alternati, conviene usare il colpo dell’avversario per apportare le modifiche che ritenete giuste, facendo attenzione, visto che non sapete che tipo di ragionamento ha fatto il vostro avversario, di correggere per metà quanto vi sembra di aver capito, possa aver fatto il vostro avversario, diminuirete il rischio di sparare dei colpi troppo esterni. Durante la gara, nei momenti in cui vi accorgete che vi sono delle variazioni, fermatevi un attimo ad osservare i bersagli appena prima e appena dopo il vostro, valutando le eventuali deviazioni che potreste verificare sui colpi altrui, interpretatele in termini di deriva e applicatele al vostro colpo successivo, nel caso in cui le condizioni fossero le stesse capitate ai vostri avversari. Taluni tiratori, come descritto prima, tendono a dividere a metà le regolazioni presunte, attuando una tattica conservativa.

Quando siete nei guai

Vi capiterà sicuramente di trovarvi nei guai a causa dell’improvvisa variazione del vento o di un vostro errore, rimante calmi e ripartite, come doveste sparare il vostro 1° Sighter, utilizzate lo stesso metodo decisionale:

  1. Osservate le condizioni
  2. Convertite le Vostre osservazioni nelle regolazioni dell’ottica
  3. Sparate e segnate sullo Sheet il risultato ed il punto impatto, analizzando le eventuali variazioni da apportare.
  4. Fate ulteriori regolazioni se necessarie, sulla base dell’ultimo colpo sparato e sparate il prossimo.         

Sparare a squadre

Durante le competizioni a squadra in cui il tiratore spara su ordine del Wind Coach, bisogna assolutamente che il tiratore spari entro 5 secondi dall’ordine, l’ideale sarebbe intorno ai 2 / 3 secondi.

L’importanza di sparare in tempi brevi dall’ordine, evita che vi siano variazioni delle condizioni di vento a partire dall’ordine ricevuto.

Sparare una stringa in velocità, permette di avere sparare più colpi in condizioni praticamente uguali in cui la velocità del vento e la sua direzione sono ancora le stesse.

CONTINUA ……