LEGGERE IL VENTO – PARTE 4

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In questo ulteriore passaggio del 3^ capitolo, vengono analizzati altri fattori fondamentali per aumentare la capacità di interpretazione delle condizioni esterne che, volta per volta, troveremo sui Range che andremo ad affrontare. Leggendo con attenzione, vi rendere conto di quante cose, ognuno di noi, tralascia durante le fasi di tiro, durante una gara od allenamento.

Buona Lettura

Stefano Baldo

LEGGERE IL MIRAGGIO

Come abbiamo già visto, a volte interpretare le bandiere non risulta così facile. Le bandiere possono essere di diversi materiali, di cotone le più pesanti o di nylon le più leggere e reattive.

C’è da considerare anche che le bandiere umide sono più pesanti e quindi lente alla lettura, e questo va considerato sempre, perché da un range all’altro difficilmente troveremo le stesse bandiere.

Molti tiratori quindi usano leggere il miraggio, il quale ci permette di concentrarci su una sola cosa e la sua reattività di cambiamento al variare delle condizioni è molto più repentina delle bandiere.

Anche qui bisogna dedicare molto tempo alla sua visione nei giorni precedenti la gara e durante l’arco della giornata in cui sarete sul campo di tiro. Molti grandi tiratori usano dei potenti cannocchiali per vederne il comportamento e nel caso in cui ci fossero delle variazioni, la loro bravura sta nell’anticipare il cambiamento appena notano delle piccole variazioni. Per farlo spesso focalizzano la loro visione ai lati dei target e cercano le zone di maggior contrasto. Esiste un dibattito tra tiratori: guardare il miraggio vicino ai bersagli o prima di questi. La realtà è che l’indicatore migliore si ha guardandolo a circa 1/3 della distanza che separa il tiratore dal bersaglio. Per fare questo una volta messo a fuoco sul bersaglio la vostra ottica, tornate indietro con il fuoco ( parallasse ) cosi da mettere a fuoco l’ottica ad una distanza inferiore a quella dei bersagli ed apprezzare il miraggio alla giusta distanza. In pratica se state sparando a 1000 yard regolate il fuoco come se steste osservando un oggetto a 300 – 400 Y, cosi potrete vedere più chiaramente il miraggio.

Un’altra sfida che dovrete affrontare è capire dove guardare e selezionare il punto che vi faccia da riferimento. Per fare questo dovrete osservare le sue caratteristiche sul campo di tiro con debito anticipo.

Si tratta di osservare anche in che punto del campo le bandiere diventano affidabili e puntare alla stessa distanza, ricordando che vi potrebbero essere degli elementi naturali a fare da barriera al vento.

Un’altra sfida è memorizzare l’immagine della forma con la quale il miraggio si manifesta e associarla a quella determinata condizione. Controllate se l’onda va da destra a sinistra e viceversa verificate il tipo di onda che vedete e la sua direzione nel caso salisse di lato. Può capitare che durante una variazione di direzione, si passi in una situazione detta di “Boiling”, cioè sembra di veder bollire verso l’alto il bersaglio, questa situazione è la più facile da vedere ed interpretare e in questo caso siamo quasi in assenza di vento. A tale scopo nella figura 39 vengono rappresentate le 5 condizioni di miraggio che si possono verificare, associandole ad una certa intensità di vento. Conviene memorizzarle per iniziare ad interpretare il comportamento del miraggio.

Molte volte il miraggio può arrivare a sparire e questo accade quando l’intensità del vento supera le 12 mph ( circa 6 m/sec ) o oltre. Per questo molti tiratori usano il solo miraggio nel caso di venti Gentili, guardano oltre al miraggio le bandiere nel caso di venti moderati e usano solo le bandiere in caso di venti forti.

Un altro fattore da valutare è la deflessione del miraggio come da fig. 40, nella tabella vengono riportate le correzioni in MOA alle varie distanze a seconda di come si vede il miraggio, ovviamente questi valori dovrebbero essere rivalutati a seconda del vostro colpo, ma in linea generale sono attendibili come base di partenza.

Nella fig. 41 vengono comparate le bandiere al tipo di miraggio, tale schema viene utilizzato da molti bravi tiratori e per in neofiti non è di così facile interpretazione, solo le continue prove vi permetteranno di prendervi confidenza. Con la pratica poi capirete quando usare le bandiere, il miraggio o entrambi.

Un’altra cosa da osservare è il comportamento del vostro vicino di tiro, se la sua stringa non subisce grosse variazioni potete continuare con le vostre valutazioni fatte il colpo precedente, ma se notate grosse deflessioni analizzate bene le condizioni esterne e verificate che non ci siano dei cambiamenti in atto. Fondamentale è osservare le condizioni nel momento in cui spara il vostro avversario, così da intuire meglio la situazione in caso di variazioni di vento e velocità.

Anche la polvere sollevata può darvi delle buone informazioni, la sua direzione e velocità di spostamento.

Dispositivi per la lettura del vento

Alcuni dispositivi come gli anemometri o le stazioni barometriche portatili, vi possono essere di grande aiuto nel mettere in relazione i valori di velocità e direzione del vento, con l’osservazione delle bandiere. Ovviamente questi mezzi non sono consentiti durante le gare, ma durante i vostri allenamenti o durante i sopralluoghi antecedenti a queste, vi aiuteranno nelle vostre osservazioni,

Alla fine di questo libro troverete un capitolo dedicato a tutte le tabelle che abbiamo utilizzato per descrivere tutti i nostri esempi, basandoci sul calibro 308 W.  alle varie distanze, pesi di palla e velocità, mentre per descrivere le bandiere abbiamo utilizzato come esempio quelle presenti a Bisley.

Troverete inoltre molti diagrammi e Wind Charts da utilizzare durante le vostre valutazioni.

Interpretazione delle osservazioni

Una volta che avrete iniziato ad interpretare le vostre osservazioni nei dettagli, con accuratezza, dovrete convertirle in regolazioni dell’ottica. Ci sono alcune tabelle che vi possono aiutare in questo.

  • Il Wind Calculator (calcolatore del vento) di Alfred J. Parker è rappresentato da un disco su cartoncino, dove vengono descritte le varie regolazioni dell’ottica alle varie distanze in funzione delle varie velocità del vento.
  • Il Wind Flag Diagram (diagramma delle bandiere), dove viene mostrato come regolare l’ottica alle varie velocità di vento e direzione ed alle varie distanze. E’ basato sulle bandiere pesanti di Bisley per il calibro 308 W.

Usare le Wind Charts

Le Wind charts vi saranno molto utili per prendere confidenza con la stima del comportamento del vento. Compilandole e consultandole anche durante la vostra sessione di tiro, potrete aver un maggior controllo dell’andamento del vento. Esistono parecchie Wind Charts, guardatele tutte e iniziate a prendere in considerazione quella che vi sembra più facile ed intuibile.

MilCun Police Sniper Chart

Nell’ esempio di fig. 44 e 45 vengono riportate due tabelle, denominate “ Wind Value Convertion Chart “ ( Tabelle di conversione dei valori del vento ), che ognuno di voi potrà aggiornare secondo i propri dati, le quali riportano le regolazioni da effettuare in funzione della direzione del vento e della sua intensità, espressa in Km/h o Mph. La cosa più intuitiva è basarsi sulla colonna riportante i degrees ( angoli ) di provenienza. Ovviamente si tratta di un esempio che va considerato per realizzare la vostra tabella in funzione della vostra cartuccia.

Per prima cosa selezionate la linea relativa alla direzione in cui vedete arrivare il vento, incrociate poi con la linea che rappresenta la velocità che avrete stimato. Otterrete un valore denominato Wind Value, che verrà utilizzato nel prossimo step.

Ottenuto tale valore usate la tabella di fig. 45 ( adatta ad un colpo in 308 W con palla da 155 gr. , con una velocità di uscita pari a 945 m/sec ), portandovi sul valore ottenuto dalla tabella precedente e incrociandolo con la linea rappresentante le distanze. Facendo in questo modo possiamo conoscere con una certa esattezza la deriva in MOA che ci possiamo aspettare.

Wind Flag Diagram

Per quei tiratori che hanno meno dimestichezza con le Wind Chart grafiche, ma maggiormente con quelle che riportano disegni relativamente a diversi tipi di vento, riportiamo la tabella a fig. 46.

I principali svantaggi di questo diagramma sono che ne dovrete fare uno per ogni distanza di tiro e che la precisone è inferiore a quella del sistema appena descritto. Il principale vantaggio però è la rapidità e facilità con cui potrete fare le vostre regolazioni dell’ottica.

Per prima cosa prendete il simbolo della bandiera o della velocità del vento riferita ad essa, poi seguite la linea orizzontale fino all’incrocio con la diagonale, la prima rappresenta un vento proveniente da ore 1, la seconda da ore 2 e la terza da ore 3. Nel punto di intersezione salite in verticale e potrete leggere il valore di regolazione in MOA  da impostare sulla vostra ottica. Per esempio se incrociamo il valore di un vento “ Fresh “ con la linea diagonale di provenienza da ore 3, otterremo una regolazione in MOA pari a 12. Anche qui dovremmo fare diversi grafici in funzione delle varie distanze di tiro. Potete trovare tutte queste tabelle in appendice.

Segnare i propri colpi ed il metodo di mira.

Per aiutare i tiratori nella memorizzazione e studio di quanto effettuato durante il tiro, vi sono alcune schede adatte ( plotting sheet ), tali schede non sono altro che delle repliche dei bersagli. La loro compilazione, oltre a farci capire meglio che regolazione effettuare sull’ottica, ci permette di colpire nuovamente il centro del bersaglio dopo aver sparato alcuni colpi molto deviati.

Durante la gara o in allenamento è importante tenere traccia dei colpi effettuati e delle regolazioni usate per ogni colpo sparato. Quanto sopra consente di migliorare e concentrare i vostri colpi e avere maggiori informazioni sull’andamento del vento e sulle decisioni da prendere per i tiri successivi.

Il grafico rappresentato in fig. 49 è un buon metodo, segnate elevazione e deriva dell’ottica, il colpo all’interno del bersaglio ed il suo punteggio.

Sul grafico verticale si indica il punto di impatto di ogni colpo, per avere traccia della variazione di elevazione, mentre in quello orizzontale, riportando i medesimi colpi, si ha traccia della deriva (Windage) subita da ogni colpo in funzione delle variazioni di vento. Questi grafici ci danno l’idea di cosa avremmo dovuto fare per avere dei tiri perfettamente centrali.

Seguendo il grafico dell’elevazione ( a destra dello sheet ) il tiratore può regolare l’ottica per cercare di centrare maggiormente il colpo successivo e cercare di anticipare eventuali variazioni.

Anche nel grafico in basso, rilevando le deviazioni in deriva causate dal vento, il tiratore può eseguire regolazioni dell’ottica allo scopo di anticipare probabili imminenti variazioni delle condizioni.

Questo sistema viene poco utilizzato in gara perché nell’intervallo di tempo necessario a compilarlo le condizioni potrebbero cambiare sensibilmente, rendendo vano il lavoro fatto.

Personalmente crediamo che tale sistema si superato e che abbia una logica solo in allenamento, allo scopo di aiutare il tiratore a prendere confidenza con le regolazioni dell’ottica.

……CONTINUA