LEGGERE IL VENTO – PARTE 2

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Confidando che la prima parte dell’articolo abbia riscontrato un sicuro interesse, in questa seconda parte, proseguiamo con la pubblicazione di ulteriore materiale didattico, che vi farà conoscere altri elementi da utilizzare per poter iniziare ad interpretare ” Il Vento “,questo elemento così preponderante nel tiro a Lunga Distanza e da molti ancora poco conosciuto.

Buona Lettura

Stefano Baldo

IL MIRAGGIO

Dopo le bandiere, il Miraggio è il maggior indicatore del cambiamento di vento. Il miraggio si presenta come delle onde ed è molto evidente nelle giornate molto calde, ma potrebbe scomparire durante giornate nuvolose. La sua osservazione avviene tramite un cannocchiale anche se si può vedere ad occhio nudo, il cannocchiale però ci permette di vederlo con maggior definizione e più velocemente quando scompare e poi quando riappare, come spesso accade.

Molte squadre nazionali… sono equipaggiate con enormi cannocchiali… perché una miglior visione dei dettagli, specialmente quando molto piccoli, è una importante informazione per la competizione.

Il miraggio combina sia la visione degli effetti della velocità del vento sia quelli relativi alla variazione della sua direzione, permettendo al tiratore una giusta interpretazione del valore totale del vento.

La direzione delle increspature del miraggio indica la direzione del vento. Il numero ( frequenza ) e la misura ( ampiezza ) delle increspature, variano con la forza del vento. Poiché il miraggio ha una massa fisica molto piccola ed una piccola inerzia, risponde molto velocemente ai cambiamenti.

Il fatto che il miraggio mostri anche le piccole variazioni di vento fa si che venga particolarmente utilizzato durante la presenza di vento “ gentile ”, che di solito viene poco rilevato dalle bandiere. Il fatto che il miraggio risponda velocemente e mostri i cambi immediati di vento, diventa di grande aiuto durante le inversioni di direzione del vento.

Come rappresentato nella Fig. 18, quando abbiamo un vento di coda, vento frontale, o assenza di vento, il miraggio tende a salire e viene chiamato “ boiling “.

Quando passiamo ad un vento che viaggia  da 1 a 3 mph, il miraggio non è più lungo e verticale, ma assume un’ inclinazione… non è ancora molto fluente, che però ci permette di apprezzarne la direzione.

Tale miraggio Viene descritto con la parola “ leaning “ , ma lo possiamo descrivere come in boiling con una tendenza verso destra o sinistra.

A 4 mph il miraggio inizia ad essere “ gentile “ ed inizia ad arrivare trasversalmente.

A 8 mph il miraggio si sposta rapidamente e valutarne i cambiamenti diventa più difficile, in queste condizioni molti tiratori preferiscono fare riferimento alle bandiere o comunque incrociare la lettura tra miraggio e bandiere.

A 12 mph le increspature iniziano a sparire, il miraggio inizia a mostrare un flusso orizzontale chiamato “ flatlining “

A 16 mph o più il miraggio di solito scompare completamente.

Molti tiratori sono preoccupati quando vedono il miraggio che riflette la luce, perché produce un immagine del bersaglio spostata rispetto la sua vera posizione. Alcuni non sono d’accordo tra loro, alcuni considerano questi spostamenti a 1000 yard trascurabili ai fini del tiro. In presenza di forte miraggio conviene sempre abbassare gli ingrandimenti dell’ottica per evitare di vedere il bersaglio troppo sfuocato e ridurre l’effetto traballante dello stesso.

CAPIRE IL TEMPO DI VOLO

Un proiettile impiega circe due secondi per arrivare a 1000 yard.

Gli effetti in termini di deviazione laterale del proiettile provocati dal vento si manifestano solo dopo un po’ di tempo che il proiettile vola e solo dopo molto la velocità di spostamento laterale del proiettile raggiunge la stessa velocità del vento che lo spinge. In teoria nel nostro stile di tiro il proiettile non raggiungerà mai la stessa velocità laterale del vento che lo spinge. 

I pennoni delle bandiere di solito vanno posizionati ad una altezza tale che si trovino all’incirca al punto massimo della traiettoria del proiettile, rendendo così la lettura delle stesse veritiera.

Un altro aspetto rilevante è che il proiettile vola più alto della zona dove noi controlliamo il miraggio per la maggior parte della sua traiettoria, il miraggio che vediamo e valutiamo si riferisce a solo quello che accade al livello dei primi metri da terra. È buona norma quindi interfacciare il miraggio con le bandiere, visto che il proiettile all’apice della sua traiettoria passerà ad una altezza pari a quella delle bandiere, se installate correttamente. Bisogna considerare che la massima deflessione della palla si ha in prossimità del punto di arrivo al bersaglio, in quanto avrà perso parte della sua velocità durante il volo e sarà più soggetta all’azione del vento, quindi maggiore sarà la distanza, maggiore sarà la deflessione.

Questa deflessione sarà proporzionale al peso della palla e alla sua velocità.

Nel diagramma di Fig. 21, viene riportato un grafico usato dai tiratori Inglesi, con venti di varie intensità espressi in mph e con la relativa deviazione in MOA alle varie distanze.

Nella tabella di Fig. 22 le letture del diagramma precedente vengono riportate in numeri.

Si può notare che le correzioni da dare aumentano alle varie distanze in funzione dell’aumento del vento.

Ogni tiratore dovrebbe preparare una tabella simile, riferita al proprio tipo di cartuccia utilizzata.

COMPORTAMENTO DEL VENTO

Le condizioni del vento sono molto spesso variabili e possono variare di forza e direzione durante il volo della palla. Negli spazi aperti dove non ci sono colline od ostacoli, ci si aspetta che l’intensità e la direzione del vento siano uniformi, la cosa cambia in presenza di rilevi, valli o altri ostacoli come piante, in questo caso abbiamo una variazione di questi fattori, che vanno osservati attentamente.

Gli ostacoli possono deviare e variare il vento lungo la traiettoria del proiettile.

In questi casi il vento può ruotare, creare dei vortici o dividersi.

Se si spara nelle vicinanze di ampie zone con acqua si possono avere fenomeni di maggiore …intensità di vento, ma comunque più uniformi rispetto ad una zona di tiro con colline o boschi ai lati del campo di tiro.

Un’altra considerazione da fare…    riguarda la distanza di tiro; a distanze più brevi, visto che la traiettoria del proiettile non raggiunge altezze considerevoli, il vento subisce una decelerazione a causa del suo attrito con il terreno ( in ogni caso non è sicuramente la condizione di distanza da noi usata ), e in questo caso chi ci da le indicazioni corrette è quasi esclusivamente il miraggio, se presente.

Un proiettile che viaggia a circa 1 metro dal terreno, troverà lungo il suo percorso una intensità ridotta del vento di circa ¼ di quello che si ha a circa 10 metri da terra.

Abbiamo visto che il miraggio rappresenta la migliore lettura del vento, in quanto descrive in maniera più repentina le variazioni di vento, ciò non toglie che le bandiere vanno sempre valutate e che si possono considerare affidabili soprattutto in spazi aperti privi degli ostacoli naturali sopra descritti.

CONDIZIONI DI VENTO UNIFORMI E NON UNIFORMI

Partiamo dal presupposto che quasi mai si hanno condizioni costanti di vento durante il volo del proiettile. Gli ostacoli naturali presenti portano a variazioni in MOA che vengono riassunte nel grafico di fig. 24, in cui vengono sovrapposte le tre linee variabili in funzione della condizione orografica che troviamo su un campo di tiro.

La prima partendo dall’ alto rappresenta la deviazione in MOA con un vento di 20 Mph, costante durante tutto il tragitto del proiettile. La seconda invece quando troviamo una zona al riparo dal vento per la seconda metà del tragitto e la terza in cui solo la prima metà e protetta da elementi naturali ( bosco o colline ).

La questione diventa quindi: Quali bandiere sono più importanti, quelle vicine o quelle più distanti ?

La riposta corretta è: Quelle Vicine.

La ragione è che la deflessione iniziale è amplificata ed è più grande delle altre azioni che possono sopraggiungere durante tutto il volo.

BANDIERE VICINE O LONTANE

La deflessione che subisce un proiettile è un effetto angolare, quindi maggiore è l’influenza del vento all’inizio del volo del proiettile, maggiore sarà la deflessione sul bersaglio.

Durante la parte finale del volo, il proiettile subisce ancora l’influenza del vento e malgrado stia rallentando, ormai sta terminando la sua traiettoria e questa deflessione diventa meno influente rispetto alla deviazione inziale.

Ci sono alcune eccezioni a tale regola e sono:

– Il primo tratto di volo del proiettile è coperto da elementi naturali e solo il vento del tratto più prossimo al bersaglio influisce sul proiettile o al contrario.

– Solo il secondo tratto del volo è coperto da ostacoli naturali.

In questi casi il tiratore dovrà usare la propria Wind Chart ( es. fig. 23 ) e regolarsi con l’uso delle bandiere più lontane, se coperto per il primo tratto, le più vicine se coperto per il secondo tratto.

In questa tabella, viene rappresentata la deviazione in Moa, con un vento di 20 Mph, su un range privo di ostacoli laterali.

-Nell’esempio di figura 24, vengono mostrate le 3 possibili variabili, descritte precedentemente con un vento di 20 mph ( circa 9 m/sec – 32,5 Km/h ).

Nel grafico, la linea superiore è riferita ad un tiro senza coperture, come da dati presenti sulla tabella di fig. 23. La deflessione iniziale sarà quella che imprimerà la traiettoria al proiettile, la deflessione quindi avrà un costante aumento fino alla fine della corsa del proiettile, dove arriveremo con 20 Moa di deriva

La linea centrale invece si riferisce ad un tiro nelle medesime condizioni di vento, ma con la presenza di ostacoli dalle 500 alle 1000 yard, come se ci fosse un muro a proteggere il proiettile dal vento laterale. Noterete che la deflessione per le prime 500 yard sarà come nel l’esempio precedente, ( 6 Moa e ¾ ). Da qui in poi il proiettile continua la sua corsa fino a 1000 yard, mantenendo lo stesso angolo che aveva prima che il vento smettesse di soffiare. in questo caso avremo circa 14/15 Moa di deriva finali

In questi due casi le bandiere predominanti sono le vicine, in quanto la massima deflessione avviene all’inizio del volo.

La linea inferiore, si riferisce a quando l’ostacolo lo troviamo sulle prime 500 Yard. In questo caso, noterete che la linea rimane molto bassa per la prima metà della distanza, da questo punto in poi, il proiettile inizierà a subire la deflessione laterale impressa dal vento, portandoci, sempre con un vento di 20 Mph, a circa 6 Moa di deriva. Nel caso in questione le bandiere predominanti saranno quelle esposte al vento e quindi le più lontane.

Conviene quindi una volta arrivati sul campo di tiro, guardare le bandiere vicine, che ci daranno la deflessione iniziale che subirà il proiettile, senza dimenticare le più lontane che se discordanti con le prime, ci faranno considerare le eventuali da dare.

DRIFT

Come sappiamo il proiettile che attraversa l’aria è soggetto ad una rotazione giroscopica impressa dalla rigatura della canna che di solito e destrorsa. Questo movimento giroscopico porta ad una deflessione del colpo in deriva verso destra che si aggira, per il calibro 308 ad una distanza di 1000 yard, attorno ad 1 minuto d’angolo.

REGOLAZIONE DELL’OTTICA

A questa descrizione personalmente ho deciso di non dare troppo risalto se non per descrivere un passaggio in cui si parla di come molti tiratori per lavorare con il miraggio, usino sfuocare il parallasse dell’ottica portandolo “ in avanti “, con una piccola frazione di rotazione.

Tale manovra viene descritta coma da farsi con estrema cautela e dopo aver acquisito una discreta padronanza dell’ottica. Va sottolineato che il miraggio è visibile anche con ottica regolata, a in questo caso stiamo vedendo quello che accade in prossimità del bersaglio, quindi avrete visto molti tiratori esperti usare un altro cannocchiale il cui fuoco viene regolato a circa ¾ del tragitto che separa il tiratore dal bersaglio ( 600 Y su 1000 ), ma questo valore può variare in funzione della distanza di tiro e dell’orografia del campo di tiro.

PRENDERE NOTA DELLE CORREZIONI

Quando si è in allenamento o in gara, conviene sempre segnarsi le correzioni che vengono apportate all’ottica sia in deriva che in alzo perché uno degli errori più comuni è quello di regolare le torrette al contrario.

Questa operazione vi facilita nel non perdere il controllo del tiro specialmente quando la gara ne preveda l’esecuzione da distanze diverse.

Errori come girare le torrette al contrario, oltre cha a farvi perdere punti preziosi durante la gara, compromettono il vostro “ ritmo” di lettura del vento e delle sue variazioni; se incappate in un errore come questo oltre a perdere subito punti, ne perderete ulteriori prima che possiate ritrovare la regolazione ottimale che avevate prima di commettere l’ errore.

SOMMARIO DEL CAPITOLO

Per capire e leggere bene il vento il tiratore deve prestare attenzione e mettere in relazione la sua forza e direzione con la balistica del proiettile, ricordando che:

– In ogni campo che frequentiamo le bandiere sono realizzate con materiali diversi, di diverso peso, quindi è necessario verificarne la fattura per rendersi conto del loro comportamento.

– Del vento viene sempre indicata la direzione di arrivo e quindi un vento che arriva da sinistra prevede una correzione a sinistra della deriva

– Il vento che arriva da ore 11 ha una forza pari alla metà del vento che arriva da ore 9, a parità di intensità.

– In presenza di vento frontale o da dietro, prestate molta attenzione alla sua velocità, come con i venti laterali.

– Il vento vicino al tiratore ha maggior effetto sul tiro, e conseguentemente sul punto di impatto, che non il vento più lontano, perché’ la deflessione iniziale è la più importante e significativa sulla deviazione che può subire il proiettile.

– Lo spin drift è da considerarsi come ininfluente sulle brevi e medie distanze, mentre a 1000 Yard si aggira attorno al 1 minuto d’angolo. Tale deviazione si apprezza in presenza di vento contrario, dove non c’è deflessione laterale.

…….CONTINUA