Spesso, sia nei discorsi fra tiratori al poligono che nelle discussioni dei vari forum, fra cui anche il nostro, si sente parlare di varie combinazioni di ricarica (dose e tipo di polvere, tipo e peso di palla, ecc.), che vengono trattate dai tiratori come se fossero la ricetta segreta di una nota marca di bibita gasata scura dal gusto di caramello. Questi atteggiamenti mi fanno molto sorridere poiché, come è facilmente dimostrabile, non ha senso condividere e/o tenere segrete le nostre combinazioni di ricarica se riferite alle carabine custom (varie misure di lunghezza canna, throat, dimensioni della camera, tipo di rigatura, ecc.) comunemente usate in F Class, così come, nel caso di carabine commerciali (e quindi prodotte in serie), si scopre che le varie ricariche segrete sono più o meno sempre le stesse. Come si arriva a queste considerazioni?

Prima di tutto occorre fare una precisazione riguardante le metodologie generali di ricerca che vengono utilizzate per giungere a dei risultati efficaci. Le prime si basano sul cosiddetto metodo empirico e su approssimazioni successive dei vari esperimenti. Quando si ottiene un risultato soddisfacente, questo nasce da lunghissimi e tediosi esperimenti spesso contornati da numerosi errori ed insuccessi che a poco a poco vengono mitigati sulla base dell’esperienza che si acquisisce. A questo tipo di esperimenti appartengono, ad esempio, i vari detti e proverbi che i contadini si tramandano di generazione in generazione e che alla fine si scopre avere tutti una salda base scientifica e razionale.

Al contrario oggi, grazie agli studi statistici e l’impiego dei moderni calcolatori per la risoluzione di complesse formule matematiche, è possibile affrontare un nuovo esperimento utilizzando il più veloce ed efficace (ed anche più efficiente) metodo della Modellizzazione e Simulazione (M&S – Modelling and Simulation). Esso consiste nell’associare ad un fenomeno una formula matematica – un modello matematico – anche basato su studi e modelli precedenti e farlo “girare” al calcolatore. Le prove “virtuali” fatte al calcolatore vengono poi affinate da prove reali “sul campo” che alla fine servono a validare il modello matematico utilizzato.

Tornando nel nostro ambito, è la stessa differenza fra il tiratore “antico” che, all’acquisto di una nuova carabina, in particolare una di tipo custom, prepara vari set di cartucce suddivisi per tipo e peso incrementale di polvere, tipo di innesco, distanza della palla dalla rigatura, ecc. e dopo diverse prove in poligono, per approssimazioni successive, giunge più o meno ad ottenere la propria ricarica ottimale (OCW – Optimal Charge Weight) ed il tiratore “moderno” che, utilizzando un software, anzi “il” software di M&S di balistica interna per eccellenza, ovvero QuickLoad®, in poco tempo riesce ad ottenere la carica ottimale che associa la massima precisione alle prestazioni balistiche esterne richieste (velocità del proiettile al bersaglio uguale o superiore a Mach 1.2 – vedi articolo precedente sul moto in regime transonico).

quickloadBisogna però precisare che QuickLoad®, come tutti i software di M&S, è affetto dalla regola “GIGO” (Garbage In – Garbage Out) ovvero se inserisco dati di ingresso errati o anche poco precisi i risultati sono altrettanto, se non ancora di più, errati o imprecisi. Chi conosce e sa impiegare correttamente il software in questione è consapevole dei dati necessari ad una corretta simulazione e che comunque è necessaria una prova sul campo con un cronografo per ottimizzare i risultati ottenuti, ovvero calibrare alcuni dati “chiave” inseriti (Burning Rate Factor, Weighting Factor, Bullet Weight) e validare il proprio modello di cartuccia. Dalla conoscenza dei vari e numerosi fattori che formano il “modello” matematico della balistica interna di una cartuccia si comprende quindi come non abbia alcun senso il discorso “ricarica segreta”: ogni carabina custom ha la sua OCW e, in caso di carabine gemelle, impiegando QL, si scopre che non possono che non avere la stessa OCW. Questo perché la ricerca della carica ottimale con QuickLoad® viene in genere effettuata

“accoppiando” il tempo di percorrenza della canna misurato (OBT – Optimal Barrel Time) ad uno dei nodi di vibrazione della stessa in modo che il proiettile fuoriesca dalla volata con la massima precisione possibile.

Allo stesso modo si scopre che per lunghezze di canne standard (intorno ai 24 pollici), ovvero quelle delle comuni carabine commerciali, il valore OBT varia in maniera meno sensibile al variare della dose o del peso del proiettile, anche perché in genere la lunghezza della cartuccia è vincolata all’impiego del caricatore. E’ il motivo per cui, i generale, le cartucce commerciali da tiro (tipo Federal “match”) assicurano precisioni costanti con la maggior parte delle carabine (altrimenti sarebbero commercialmente un “flop”). Mi ricordo che il mio amato TRG 22 sparava in modo eccellente più o meno qualsiasi tipo di cartuccia e che una delle cartucce “ottimali” non era altro che la riproduzione della Lapua “match” commerciale.

In definitiva, secondo me, condividere o custodire segretamente le proprie ricariche ha poco senso, in particolare per le carabine custom F Class. Ha più senso concentrarsi ed eventualmente condividere le proprie esperienze sulle migliori ricette per mitigare gli effetti delle variazioni climatiche nei nostri tiri a lunga distanza.

Amleto Gabellone