Un proiettile durante il suo volo lungo la traiettoria verso il bersaglio nei tiri a lunga distanza, diciamo dai 500 metri in poi, e come il vento agisce su di esso. Ora vediamo come si possono minimizzare gli effetti del vento.

considerazioni1Si può essere indotti a pensare che un tiro più “teso”, ovvero con una traiettoria meno parabolica, possa ridurre la deriva laterale del vento. Questo concetto non è necessariamente corretto, anche se in genere, una traiettoria più tesa, ovvero un minor tempo di permanenza in volo del proiettile, fa si che esso venga affetto per un minor tempo dall’influenza del vento. Prendiamo l’esempio del calibro .308 Winchester ormai generalmente impiegato nella categoria F Class TR e due tipologie di proiettili, il classico Palma da 155 grani, con una V0 (velocità di uscita dalla volata) di circa 3000 fps (circa 910 m/s) ed un proiettile “pesante” da 210 grani, con una V0 di circa 2580 fps (circa 785 m/s). Il primo richiederà circa 12 MOA di correzione in elevazione a 600 yds, mentre il secondo ne richiederà quasi 16 (circa 24” di differenza – ovvero 60 cm). Ma se ipotizziamo la presenza di un vento laterale costante di 10 mph, il proiettile da 155 grani subirà una deriva laterale di circa 28” mentre il secondo da 210 grani una deriva di circa 24”. Quindi il proiettile più leggero da 155 grani è di 4 MOA più “teso” ma subisce una deriva laterale dovuta al vento del 15% maggiore rispetto al proiettile da 210 grani, più lento e pesante. Questo paragone mostra come siano da preferire proiettili più pesanti in condizioni di vento.

Quando si spara ad una distanza nota una traiettoria più o meno parabolica, ovvero più o meno “tesa”, non è un problema per il tiratore. In questo caso si cerca di utilizzare il proiettile che assicura una maggior precisione e magari una migliore maneggevolezza (minor rinculo) e meno sollecitazioni per la carabina. Quello che non è noto, o è difficilmente interpretabile, è il fattore vento e quindi, in questo caso, bisogna privilegiare i proiettili che assicurano una minore deriva laterale ovvero, come ho spesso affermato durante le discussioni nel forum, i proiettili che perdonano maggiormente una errata lettura della velocità e direzione del vento da parte del tiratore.

considerazioni2Pertanto, quali sono gli accorgimenti per minimizzare la deriva laterale dovuta al vento? Abbiamo visto in precedenza che i proiettili più pesanti con generalmente un Coefficiente Balistico (BC = Ballistic Coefficient) più elevato sono da preferire anche a scapito di una minore V0. Naturalmente se si riesce a spingere un proiettile con alto BC ad una V0 elevata è ancora meglio, come nel caso dei calibri magnum in categoria Open. Questo è quindi il primo e fondamentale accorgimento.

Come già detto, bisogna però tener conto dell’esistenza di vari fattori altrettanto importanti, quali la precisione ed il rinculo. Si può anche sparare un proiettile da 300 grani con una V0 di 3000 fps, come nel caso del calibro .338 Lapua Magnum, ma magari il risultato finale sul bersaglio è inferiore – punteggio più basso – a causa del forte rinculo e della difficoltà di gestione di tale calibro, almeno per il tiratore non allenato. Quindi la soluzione ideale è trovare un compromesso fra peso del proiettile, precisione e gestibilità/sicurezza, intesa come sviluppo di sovra-pressioni, durata del bossolo e della canna e gestione del rinculo.

Fattore importante diventa quindi una corretta lettura del vento, ovvero l’interpretazione sul campo di tiro di tutti quei segnali (bandiere, fogliame, erba, miraggio, ecc.) che ci consentono di giungere ad una stima della velocità e direzione del vento il più possibile veritiera ed affidabile. Magari questo sarà affrontato in un prossimo articolo.

Amleto Gabellone