Nei precedenti articoli abbiamo esaminato come il vento influisce sulla traiettoria di un proiettile in volo e quali sono gli accorgimenti nella scelta del proiettile per mitigare gli effetti del vento. Nel corso di quest’ultimo articolo ho spiegato i vantaggi dei proiettili pesanti che, pur con minori valori di V0, sono in grado di “tenere” meglio la deriva laterale dovuta al vento grazie ad un migliore coefficiente balistico. Vi è però un problema, specialmente per i tiratori nella categoria TR che adottano il calibro .308 Winchester per tiri superiori alle 800 yds: il cosiddetto numero magico 1.2. Vediamo di che si tratta.

bulletxray Abbiamo visto in precedenza come i fenomeni di stabilità statica e dinamica permettono ad un proiettile di mantenere una traiettoria precisa anche per lunghe distanze. Tuttavia vi è una distanza limite dopo la quale la stabilizzazione viene compromessa: è la distanza in cui il proiettile passa in regime di volo transonico, ovvero viaggia con una velocità di Mach 1.2, cioè di poco superiore a quella del suono in aria, pari appunto a Mach 1 (circa 343 m/s o 1125 fps in condizioni atmosferiche standard). Quando il proiettile esce dalla volata, esso ha in genere una velocità più che doppia rispetto a quella del suono, e viaggia quindi nel cosiddetto regime supersonico (es. Mach 2.5 – circa 860 m/s). Come si vede nella figura al lato, a questa velocità il proiettile comprime l’aria che incontra frontalmente, generando una serie di onde d’urto che partono dalla sua punta e si propagano “a cono” verso la sua coda, per poi defluire in una scia di moto turbolento che non provoca grosse variazioni di stabilità. Sono proprio queste onde d’urto a generare il “crack” che si può ascoltare durante il volo del proiettile (è lo stesso “bang” generato da un aereo supersonico in volo quando infrange il cosiddetto “muro del suono”).

bulletwave

Quando il proiettile viaggia in regime supersonico, il centro di pressione (vedi articolo precedente) si localizza in genere fra la punta del proiettile ed il suo centro di gravità. Nel corso di una traiettoria libera, il proiettile perde a poco a poco la propria velocità iniziale a causa della resistenza dell’aria raggiungendo, ad un certo punto, la regione transonica che si localizza fra la velocità Mach 1.2 (circa 400 m/s) e la velocità Mach 0.8 (circa 270 m/s). Nella zona transonica l’aerodinamica del proiettile cambia drasticamente in quanto le onde di pressione convergono a poco a poco verso la sua coda (vedi figura), aumentando così la distanza fra centro di pressione e centro di gravità e compromettendo criticamente la propria stabilità statica e dinamica.

proiettiliSi comprende che il raggiungimento di tale zona dipende essenzialmente dal valore di V0 e dal BC del proiettile. Abbiamo anche appurato che proiettili pesanti, con alto BC, sono in grado di perdonare maggiormente gli errori nella stima del vento, pur viaggiando a velocità inferiori. Per evitare il raggiungimento della zona transonica bisogna quindi “spingere” proiettili ad alto BC con velocità adeguate, ovvero tali che il proiettile raggiunga il bersaglio in regime supersonico. Ma se questo è possibile agevolmente con la scelta di un calibro idoneo, come quelli magnum impiegati nella categoria Open, come fare quando si è vincolati ad utilizzare il calibro .308 Winchester, non certamente nato per attingere bersagli oltre le 800 yds? Bisogna ricorrere a particolari accorgimenti costruttivi della carabina ed all’impiego di cartucce non commerciali, cioè ricaricate ad hoc.

Esamineremo tutto questo in un prossimo articolo dedicato all’impiego del calibro .308 Winchester per lunghe distanze fino a 1000 yds.

Amleto Gabellone