gestione della tachicardia durante il tiro

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Marco Antonio

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gestione della tachicardia durante il tiro
« il: Ottobre 27, 2010, 08:36:28 pm »
non vorrei sembrare di trattare argomenti da esperto maestro ninja che assolutamente non sono.
Molti di noi conoscono le tecniche dette respirazione tattica ben descritte in on combat.
Non solo non sono le uniche tecniche ma sarebbe anche interessante comprenderne i processi fisiologici. In tutti i tipi di tiro, ancora più nel tiro a lunga distanza dinamico la capacità di gestire il battito e la respirazione possono far la differenza.
Al fine di comprendere l'argomento chi pratica immersioni in apnea o con autorespiratore e chi pratica yoga sanno che esistono tecniche che permettono di avere un notevole controllo sul metabolismo anche in tempi particolarmente brevi. Personalmente ho effettuato esperimenti interessanti. Sotto monitoraggio ecg (elettrocardiogramma) da aprte di medici anestesisti sono riuscito in pochi secondi a rallentare in maniera evidente (da 90 a meno di 60 bpm) il ritmo cardiaco. Facile da effettuare in una sala ospedaliera nel silenzio. Cosa molto facile anche durante le immersioni con autorespiratore.
In un contesto di gara di tiro non ho mai provato.
Voi?


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Davide P

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #1 il: Ottobre 27, 2010, 08:45:45 pm »
basterebbe fare tanta attvita' aerobica e anaerobica......ai tempi quando facevo agonismo in bicicletta avevo un battito a riposo di 43 battiti......

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Marco Antonio

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #2 il: Ottobre 28, 2010, 12:35:55 am »
si verissimo, l'attività aerobica intensa porta a una bradicardia spontanea. Ci sono altri risvolti. Ad esempio chi pratica sport aerobico in maniera costante tende sudare appena inizia uno sforzo come se il corpo addestrato sapesse che fra poco ci sarà bisogno di raffreddare tutto. Questo non è significativo per il tiro ma è un esempio riguardo gli automatismi fisiologici di chi pratica sport.
Io parlo proprio di una acquisita capacità di gestire la frequenza cardiaca volontariamente entro valori ovviamente limitati.
Come gli apneisti esistono sistemi di concentrazione lieve  e mirata che possono portare ad una lieve diminuzione della frequenza cardiaca. Durante il test che ho fatto si è evidenziato un slivellamento nel mi ecg indicando un importante (e alquanto anomala) variazione del tracciato. Questo senza pratiche di respirazione o compressioni di zone significative (quali globi carotidei).  Non è un banale tentaivo di fare l'eccezionale con termini "medichesi" per impressionare ma una mia curiosità. Ci sono diverse arti di rilassamento e marziali che prevedono un allenamento al controllo del ritmo cardiaco. MI chiedevo se qualacuno le pratica durante il tiro.

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Marco Antonio

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #3 il: Ottobre 28, 2010, 12:56:14 am »
anni fa il mio istruttore mi descrisse come praticare un esercizio molto utile.
Sta nel posizionarsi in un ambiente silenzioso e confortevole. Io gradisco la penombra essendo molto sensibile alla luce e percependola anche ad occhi chiusi.
In posizione seduta, rilassata, braccia cadenti (nello yoga credo si chiami posizione del "loto")
Occhi chiusi e respirazione lenta, non profonda, ma solo lenta, tranquilla. Quando vi sentite tranquilli iniziate  a cercare la percezione della vostra pulsazione cardiaca all'altezza dello sterno. E' una sensazione di pressione e calore. Appena l'avete individuata vi accorgerete che siete in grado di avvertire l'onda di calore, altro non è che l'onda sistolia del sangue spinto nelle arterie, nella vostra pancia e probabilmente nelle vostre spalle. Quando questa sensazione è chiara seguitela un passo alla volta nelle vostre braccia e poi fino agli avanbracci. Non è magia stiamo parlando dell'onda di pressione del sangue che dal cuore passa alle braccia. E' quest'onda che fa vacillare l'arma durante la mira.
Seguendo l'esercizio riuscirete, concentrandovi una zona alla volta, ad imparare a seguire l'onda sistolica attraverso il vostro corpo. Fino ad ogni dingolo dito della mano e del piede. L'esercizio è estremamente rilassante oltre che curioso.
Il mio consiglio è di seguire l'onda fino a che avrete difficoltà a passare alla zona sucessiva. Se perdete la epercezione della zona precedente calma, tornate indetro di un passo e ripetetelo.

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Marco Antonio

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #4 il: Ottobre 28, 2010, 01:08:52 am »
lo scopo non è vincere un premio ma imparare ad ascoltare il vostro corpo.
Quando si sarete abituati ad avvertire la sistolia nel vostro corpo riuscirete spontaneamente a gestire il ritmo cardiaco e in ogni caso ad avvertire l'onda che raggiunge le vostre zone di appoggio.
Spiego. Tra la contrazione cardiaca e il riflesso del braccio che impugna l'arma passa u istante. E' il tempo che neessitano le arterie per rispondere all'aumento di pressione. Le arterie sono estremamente elastiche e lìonda non si diffonde come in un corpo rigido. Secondo il principio di Pascal la pressione all'interno di un corpo chiuso si esercita su tutte le pareti in maniera uguale...ed istantanea. Il corpo è un sistema chiuso ma non rigido. Un esempio: se locaizzate il polso radiale (quello del polso) e siete in grado di individuare il polso (inteso come pulsazione) del dorso pedidio(è facile da trovare, individuate il tendine che corre dalla parte frontale della caviglia verso l'alluce, appena la curva del tendine si porta parallela alla pianta del piede portando le dita verso l'interno vedi figura http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:7RJsiuuBCrFhqM:http://www.palarciano.it/immagini/informazioni%20utili/emorragia%206.jpg&t=1) noterete che vi è una chiara asincronia fra il polso del polso e quello del piede. Se non accade ditelo al vostro medico, è segno di una aneurisma aortico addominale se non sbaglio...

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Marco Antonio

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #5 il: Ottobre 28, 2010, 01:22:07 am »
questo per dirvi che dalla contrazione cardiaca al momento in cui la vostra arma oscillerà passa una frazione di secondo. Neppure tanto piccola. Superiore al mezzo secondo con pulsazione a riposo. Anche senza la capacità di gestire il ritmo che impara a sentire la contrazione cardiaca, riconoscendone la tipica sensazione nel petto, sa che dopo x tempo il braccio oscilla. Beh non è male come riferimento per non premere il grilletto.
Molti atleti nella pistola standard non utilizzano la sensazione di contrazione cardiaca ma prendo il tempo fra le oscillazioni della mano. E' un sistema valido ma parte dal principio della sincronia dell'effeto. Ovvero del movimento avvenuto. INvece con un poco di allenamento si può imparare ad essere avvisato prima, al momento della contrazione cardiaca sapendo che dopo una frazione si avrà la risposta. Bel vantaggio credo.
C'è da tenere da conto che nela pistola standar la posizione del tiratore è eretta. Nel tiro con carabina (dinamico in particolare) è diversificata da esercizio ad esercizio. Quindi è da tener da conto anche la risposta di altre zone interessate da arterie importanti. In esercizi di tiro da seduti anche l'onda addominale e l'estensione delle arterie "basse", quindi le arterie iliache e femorali comportano uno spostamento importante del tiratore durante il tiro. Se secondo voi sono sciocchezze. Si parla di pressioni importanti che tutti avete notato nei moneti di massima concentrazione attraverso le oscillazioini dell'ottica sul bersaglio. Non dico controllarle ma almeno sentirle può essere la differenza fra un buo tiro e un tiro completamente mancato.

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Marco Antonio

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #6 il: Ottobre 28, 2010, 02:00:06 am »
ho scritto in fretta e da cani, mi scuso e ripeto il passaggio in maniera umana.




questo per dirvi che dalla contrazione cardiaca al momento di rispota del braccio per cui la vostra arma oscillerà passa una frazione di secondo. Neppure tanto piccola. Superiore al mezzo secondo con pulsazione a riposo. Quindi anche senza la capacità di gestire il ritmo il tiratore può imparare ad avvertire la contrazione cardiaca,e sapere una frazione di secondo in anticipo che il braccio oscillerà. Beh non è male come riferimento per non premere il grilletto. Più efficace sincronizzarsi con la causa che con l'effetto che questa ha.
Molti atleti nella pistola standard non utilizzano la sensazione di contrazione cardiaca ma prendono il tempo fra le oscillazioni della mano. E' un sistema valido ma parte dal principio della sincronia dell'effetto e non della causa. Ovvero del movimento avvenuto. Invece con un poco di allenamento si può imparare ad essere avvisato prima, al momento della contrazione cardiaca sapendo che dopo una frazione si avrà la risposta. Lo stato di concentrazione del tirator altera il battito cardiaco. In maniera rapida e a volte inaspettata. Se vi sincronizzate sull'effeto potreste avere soprese. Ma se imparate ad avvertire la causa potrete gestire i cambi di ritmo. Come cvi dicevo prima esistono sistemi per alterare il ritmo. Il più noto è la respirazione. Chi trattiene il fiato rallenta il battito cardiaco. Chi trattiene il fiato e comprime l'addome lo rallenta ancor più. Questo eprchè fa aumentare la pressione venosa e arteriosa centrale e gli organuli addetti a regolare la pressione e il battito avvertono che è necessario rallentare il ritmo cardiaco. Questi sono sistemi fisici diciamo. Un esperimento banale è mettersi un frequenzimentro addosso. Misurare il battito da in piedi rilassati. Quando il battito è stabile basta ipegare le gambe, posizionarsi accovacciati a terra per vedere immediatamente le pulsazioni rallentare. Abbiamo abbassato il centro del nostro corpo e non è più neessaria la pressione di prima per portare il sangue al nostro cervello. Quindi il cuore rallenta. Siete accovacciati? Alzatevi rapidamente e il battito aumenterà di colpo. La pressione arteriosa è regolata dai glomi carotidei. Questo eprchè il sangue deve prima di tutto raggiungere il cervello. I glomi posti nel collo, sotto la mandibila (quindi vicino alla base del cervello) avvertiranno che la pressione è scesa e che si deve rimediare. Perchè un colpo alla base della mandibola può far svenire. La famosa presa stretta con il braccio intorno al collo se rilasciata di colpo da perdere i sensi? Perchè l'aumento di pressione presso i globi viene letto come un aumento di pressione vascolare. Lo è il braccio che stringe sta facendo si che il sangue sia più stretto nel letto vascolare. Quando si rilascia il cuore e i vasi hanno regolato la pressione con la stretta, la stretta viene meno e quindi le arterie si allargano (non più compresse). Ma nel frattempo il fisico aveva abbassato la pressione e quindi per un istante il sangue viene meno al cervello. Per quella frazione di secondo necessaria al cuore a riempire i vasi di nuovo capienti e ai vasi arteriosi(dotati di muscolatura) si stringersi per ripristinare la pressione.
Chi non ha avuto un capogiro dopo aver lavorato accovacciato per un tot di tempo e si è rialzato di colpo. Il capogiro dura il tempo necessario per ripristinare la pressione arteriosa che porta il sangue al cervello.
Dunque il cervello e alcuni organi regolano la pressione e il battito.
Conoscere quest principi credo sia un bel vantaggio.
Ma c'è di più. Effetto placebo.
Durante un simpatico test all'università con una sonda doppler ad uno studente venne letta la portata di un'arteria cerebrale. Era di una certa intensità, ovvero volume per pressione. Gli venne chiesto di fare un esercizio complicato con le dita. Il professore aveva posto il sensore ad osservare una ben precisa arteria del cervello che era deputata ad irrorare il settore che gestiva i movimenti complessi. Immediatamente il flusso in quell'arteria aumentò incredibilmente.
Interrotto l'esercizio il flusso tornò normale in breve tempo perchè quel settore del cervello non aveva più bisogno di funzionare e di assorbire tanti “alimenti”.
Quindi il professore mantenendo in osservazione la stessa arteria chiese allostudente, steso di fronte a noi, di immaginare di eseguire lo stesso esercizio senza muovere le mani ma mantenendole rilassate  e distese lungo il corpo. Ebbene immediatamente l'arteria si dilatò, la pressione e il flusso aumentarono.  Questo epr dire che la sola concentrazione può portare a immediate e sensibili variazioni del battito e della pressione arteriosa.
Pensate ad uno spavento. Senza alcuno sforzo muscolare il battito aumenta. L'effetto opposto è producibile. Avete ancora il vostro cardiofrequenzimentro con cui seguite i vostri allenamenti? Purtroppo molti non mostrano le frequenze inferiori agli 80 battiti minuto. Se il vostro frequenzimentro funziona alle pulsazioni a cui vi trovate rilassatevi senza particolari procedimenti e cercate di avere un battito costante. Poi chiudete gli occhi e immaginate una persona alla quale siete sentimentalmente uniti che ci consola e vi stringe. Tipo coccole di una mamma. La frequenza scenderà immediatamente. Questo per dirvi che senza magie la sola condizione mentale è in grado di variare la frequenza cardiaca in maniera importante. Adesso vi sembra banale posta così...
C'è da tenere da conto che nella pistola standar la posizione del tiratore è eretta. Nel tiro con carabina (dinamico in particolare) è diversificata da esercizio ad esercizio. Quindi è da tener da conto anche la risposta di altre zone interessate da arterie importanti. In esercizi di tiro da seduti anche l'onda addominale e l'estensione delle arterie "basse", quindi le arterie iliache e femorali comportano uno spostamento importante del tiratore durante il tiro. Se secondo voi sono sciocchezze. Si parla di pressioni importanti che tutti avete notato nei moneti di massima concentrazione attraverso le oscillazioini dell'ottica sul bersaglio. Non dico controllarle ma almeno sentirle può essere la differenza fra un buo tiro e un tiro completamente mancato.

Tutto ciò è facile da applicare in situazioni tranquille e controllate come una camera di casa silenziosa e tranquilla. O una linea di tiro standard in allenamento,s enza tensioni e poco affollata.

Ma durante una gara? Abbiamo visto che uno sportivo può imparare ad avvertire la contrazine cardiaca anticipando il movimento sulla mira. Che il fisico reagisce a stimoli fisici rispondendo con variazioni di frequenza e pressione. Che lo stimolo mentale induce alterazioni importanti. Tutti conosciamo quelle che comportano un aumento e abbiamo sempre avuto sotto gli occhi quelle che ne comportano una diminuizione.
Ma quanto hanno mai provato o riescono in una gestione seppur minima durante il tiro?

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colt1978

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Re:gestione della tachicardia durante il tiro
« Risposta #7 il: Ottobre 28, 2010, 08:04:27 am »
questa è una delle cose più difficili secondo me. ho conosciuto un'agonista di carabina ad aria compressa che sosteneva di riuscire a rallentare il battito cardiaco volontariamente in modo da poter sparare più tranquillamente in gara.... non mi ha mai spiegato come faceva... ma è una cosa che mi ha sempre affascinato.